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caiL’occasione della chiusura delle celebrazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale e l’avvicinarsi della Festa della Vittoria del 4 Novembre è stata raccolta dalla Presidente Giulia Gurioli e dal direttivo del Club Alpino Italiano di Rho per invitare, non solo i propri iscritti ma tutta la cittadinanza, ad una presentazione fotografica, che si è tenuta all’#OP cafè presso l’Auditorium di Via Meda nella serata di giovedì 25 ottobre.
Il titolo della presentazione “La montagna ferita” ha riassunto lo scopo della serata: mostrare come l’arco dolomitico, che va dalla Val di Fassa alle Dolomiti di Sesto, sia stato scarnificato dalle trincee, dalle quali si è sparso, lungo i pendii e i canaloni, il sangue di migliaia di giovani soldati, tra cui molti rhodensi.
Mario Sada, socio CAI da lunga data, ha raccolto, in più di trent’anni di escursioni, un invidiabile album fotografico che è diventato, per l’occasione, narrazione delle gesta dei nostri soldati, impreziosita dall’indicazione dei percorsi per raggiungere quelle vette.
La qualità delle immagini, la cura nello scovare e sottolineare le tracce lasciate dal conflitto, i riferimenti storici e le memorie dei protagonisti raccontate con alcune pagine dei loro diari, nonché le musiche scelte con cura, non potevano non coinvolgere lo spettatore, trasportandolo direttamente dentro quello spettacolo della natura che sono le Dolomiti e avvicinandolo alle sofferenze patite dai nostri soldati.

Particolarmente toccante il finale in cui venivano ricordati i Caduti sepolti, chi neisacrari, chi ancora sotto i ghiacciai, con l’invito a non volerli dimenticare per non ucciderli una seconda volta relegandoli nell’indifferenza e nell’oblio.
I due soci CAI Mario Sada, per la parte fotografica, e Claudio Colombo, che ne ha curato il montaggio e la grafica, hanno esplicitamente dedicato il loro lavoro ai 260 Caduti Rhodensi della Grande Guerra, raccogliendo il consenso dei presenti, che con attenzione ed emozione hanno seguito la presentazione, rendendo così onore a coloro che contribuirono ad unificare l’Italia.

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