ekojournal – Free Press – News ed Eventi del Nord Ovest » COMUNI, Rho » Palio di Rho: assoluzione con formula piena del Comandante Frisone

Palio di Rho: assoluzione con formula piena del Comandante Frisone

Il Sindaco di Rho riconferma il divieto di utilizzare cavalli durante le manifestazioni.

comune-rhoVenerdì 25 maggio il Tribunale di Milano, a distanza di tre anni, ha assolto con formula piena il comandante Antonino Frisone dall’accusa di concorso in omicidio colposo per la vicenda del Palio di Rho, durante il quale nel 2015 un cavallo imbizzarrito aveva travolto e ferito una persona anziana, Carlo Amodio, poi purtroppo deceduto in ospedale. La richiesta di assoluzione è intervenuta dalla Procura della Repubblica di Milano, che durante la requisitoria ha riconosciuto la piena estraneità ai fatti del comandante Frisone e allo stesso Frisone di aver agito con professionalità, competenza e correttezza nello svolgimento dell’iter autorizzatorio.

Insieme al comandante sono state indagate, imputate e infine assolte altre tre persone: l’ organizzatore del Palio ed ex presidente dell’ associazione Il Palio di Rho, Alessandro Vecchi, il palafreniere, una ragazza che venne accusata di non aver adeguatamente ferrato il cavallo e, infine, la responsabile dell’ associazione sportiva dilettantistica, per aver affidato El Pupo (nome del cavallo) all’inesperta palafreniere.

Il Sindaco di Rho, Pietro Romano commenta: “Questa sentenza, con la quale tutti gli imputati sono stati assolti, conferma che la morte del povero Carlo Amodio è stata un’imprevedibile tragedia e che tutte le norme di sicurezza sono state rispettate dagli organizzatori del Palio e dalla Polizia Locale. Una tragedia, che ha scosso tutta la Città, ma che non poteva essere evitata se non vietando l’uso dei cavalli in questa manifestazione. Il divieto di utilizzare cavalli durante le manifestazioni storiche resterà quindi in vigore. Colgo l’occasione per esprimere nuovamente la mia vicinanza alla famiglia Amodio e alle altre famiglie coinvolte nell’incidente, che con il processo hanno dovuto rivivere questi momenti drammatici.”