ekojournal – Free Press – News ed Eventi del Nord Ovest » LETTI PER VOI » Ordo mortis di Salvatore Conaci: un thriller avvincente tra realismo quotidiano e riti esoterici

ordo«[…] Guardò fuori dal finestrino. Tutti gli elementi di quel paesaggio rurale arrivavano e sparivano in un lampo. Gli alberi, i colori caldi sfumati e confusi, i casolari, sembravano violentare quel dannato vetro: arrivavano, imponevano la loro immagine su di esso, violando la sua trasparente natura e scappavano via, come per non essere riconosciuti, per non essere raggiunti da chi avrebbe potuto chiedere giustizia».

Non si tratta di satanismo o di un dio superiore ma di un piacere macabro che deriva dalla morte: unica certezza della vita. La sola entità superiore alla quale appellarsi per trovare conforto rispetto all’esistenza che è misera e costantemente avvolta dal mistero. Depositari di questa verità assoluta sono i coniugi Roccia, a capo di una singolare confraternità che da secoli detiene il potere in un piccolo borgo calabrese senza nome all’interno del libro. Sarà Girifalco, paese d’origine dell’autore?

Sullo sfondo di questo scenario, c’è Alessio, professore trasferito in quest’angolo di mondo e che si troverà ad affrontare una serie di vicissitudini intessute dai personaggi i quali gli ruotano attorno. Insieme a lui la collega Lisia, con cui affronterà le tenebre, ma anche la scoperta del loro amore.

Salvatore Conaci è uno scrittore talentuoso che, sin dalla tesi di laurea, dimostra il suo interesse per i temi massonici. Si laurea in Lettere Moderne all’Università della Calabria con una tesi dal titolo “Letteratura e Massoneria”. Scrittura decisa e immagini nitide che dimostrano perfettamente le velleità narrative del giovane romanziere.

Un romanzo magico, sospeso tra il realismo di vite quotidiane e riti esoterici che conducono un intero paesino a compiere un processo spirituale e un percorso di perfezionamento di se stessi. “Andiamo a finire dove crediamo di dover andare a finire?” E il protagonista, vuoi il caso, vuoi una sorta di predestinazione, finisce all’interno di un girone dantesco prima di vedere la luce.

Nell’epoca caratterizzata dall’attrazione verso l’inconoscibile, Conaci si fa notare per un fascino dell’occulto discreto che, sebbene generi tensioni e preoccupazioni nel personaggio, lo aiuta a superare i suoi limiti.