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Anche Rho ha il suo Alzheimer Café

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alzheimercafeAnche Rho avrà presto il suo Alzheimer Café, che sarà ospitato presso il Centro Polifunzionale comunale di Via Sant’Ambrogio n. 6 nella sede attuale dell’Associazione Anziani di Passirana.

L’iniziativa a favore dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie rientra in un progetto del territorio del Rhodense, promosso da Auser Regionale Lombardia che coopera con Ser.Co.P (l’Azienda consortile dei Comuni del Rhodense per la gestione dei servizi comunali alla persona) e che ha già visto risultati molto positivi ad Arese, Pero e Cornaredo. Il fulcro fondamentale per l’attivazione del servizio è costituito dai volontari, che con il dono del proprio tempo e della generosità permettono di dar un senso più ricco alla vita quotidiana di sé stessi e di chi, famiglie e ammalati, vivono dei momenti complessi.

L’Assessore ai Servizi Socio-assistenziali, Nicola Violante, commenta: “L’iniziativa è particolarmente importante, perché rappresenta una risposta reale ai   bisogni dei malati e delle loro famiglie. Fornisce l’opportunità per condividere le difficoltà quotidiane sia materiali che psicologiche. Dopo l’individuazione della sede si procederà all’organizzazione degli spazi per rendere idonea la struttura a questo nuovo servizio. Ma la vera base di partenza sono i volontari, tutti coloro che vogliono donare il proprio tempo per rendere possibile una coesione sociale e sostenere familiari e malati negli enormi problemi provocati da questa malattia. Per chi volesse candidarsi come volontario o fosse interessato ad avere maggiori informazioni, abbiamo predisposto lo Sportello Alzheimer Café che darà maggiori dettagli. I volontari parteciperanno ad incontri di formazione e i loro compiti saranno diversi spaziando da attività ludiche all’affiancamento dei professionisti.”

Sportello Alzheimer Cafè
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 è possibile contattare il n. 02/93332441 per chiedere informazioni e per segnalare la propria adesione all’iniziativa, sia come volontario, sia come partecipante (familiare e parente affetto da Alzheimer). In quest’ultimo caso è possibile compilare la scheda predisposta, disponibile sul sito www.comune.rho.mi.it e inviarla all’indirizzo E-mail:

unitaoperativa.anziani@comune.rho.mi.it

Per una maggiore informazione è prevista una serata di presentazione venerdì 21 settembre alle ore 21.00, in occasione della Giornata Mondiale Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI), che si celebra il 21 settembre in tutto il mondo. Testimonia la crescita di un movimento internazionale che vuole creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia. E ogni anno riunisce in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer.

L’Alzheimer Cafè nasce dalle esperienze realizzate in Olanda fin dal 1997 ad opera di Bere Miesen, psicogerontologo e coinvolge oltre al malato anche la sua famiglia e chi se ne prende cura, i medici di base, i volontari, che desiderano partecipare all’esperienza, e le associazioni che possono offrire un loro contributo specifico per il benessere di queste persone e delle loro famiglie.

Il Cafè coinvolge tutta la comunità, creando le condizioni per una consapevolezza sempre più diffusa della malattia e delle sue implicazioni, e costruendo una rete territoriale intorno ai malati e alle loro famiglie per farli sentire meno soli.

L’Alzheimer Cafè è un luogo dove i malati, le loro famiglie e le figure professionali si incontrano per un certo numero di volte ogni anno. L’incontro si svolge in una data e a un’ora stabilite, e si basa su un formato standard.

Questo tipo di servizio permette al malato di “sentire” che esiste un “luogo” immaginato per le sue esigenze, nel quale assieme alla sua famiglia può ritrovarsi fuori dalle mura di casa portando con sé la propria malattia senza doverla nascondere o sfuggire. Al Cafè può affrontare, con il supporto di altri, un problema drammatico attraverso lo sviluppo di relazioni interpersonali e la valorizzazione delle sue risorse residue.

Durante i Cafè i malati, seguiti da personale preparato, seguono attività organizzate appositamente per loro: attività manipolative, motorie, canto, danza, arteterapia, musicoterapia, ecc. I familiari e chi assiste il malato, in uno spazio diverso, hanno la possibilità di interagire con un medico, uno psicologo, un infermiere o un assistente sociale per saperne di più, confrontarsi sulle modalità di relazione con i propri familiari, condividere esperienze, preoccupazioni, soluzioni.